poi mi dici che è tanto brutto svegliarsi e non trovarmi lì. con questa sincerità un po’ disarmante, che io ti vedo come un omone duro e poi te ne esci così e mi stendi senza muovere un dito. poi ti chiamo per due volte e non ho nulla da dirti e faccio ehm volevo salutarti, e ho comprato la carne per il ragù, e ma va anche tu? e assaggia il vino e dimmi com’è e ora mi cucino un’insalata quella mia preferita. e già ti vedo con quella fossetta lì mossa da un sorriso e aspetta e vedrai che te la rubo.